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“L’ALTRO CHE” di Mario La Ferla – Ernesto Che Guevara, mito dei giovani di estrema destra.
fonte: www.affaritaliani.it
Le drammatiche notizie di questi giorni ci assorbono in tutto il dolore e solidarietà necessari per ricominciare e nella speranza che sia possibile nel più breve tempo possibile, consideriamo l’occasione un momento di riflessione sugli errori che sono stati commessi. Edifici pubblici che si sbriciolano testimoniano l’avidità umana ma sopratutto le ridondanti promesse suonano fuori luogo di fronte ad uno scenario distruttivo. Ma l’importante è andare al mare per Pasqua poi si vedrà. Come era prevedibile, e in questo momento è giusto che sia così, è passata in secondo piano una notizia ricorrente ma che in fondo non è una notizia, forse solo cronaca. Sono stati arrestati per omicidio volontario aggravato due agenti della polizia ferroviaria di Milano, con la pesante accusa di aver pestato a morte un italiano di sessanta anni, senza fissa dimora. Dopo mesi di indagini depistate in tutti i modi, l’episodio incriminato risale al 6 settembre dello scorso anno, sono scattate le manette dei carabinieri su ordine del giudice per le indagini preliminari Dott.ssa Marina Zelante. D’altronde l’esito della autopsia non ha lascito dubbi, il decesso è avvenuto a seguito di traumi violenti a cui è stato sottoposta la vittima, con efferata violenza. Secondo la ricostruzione del Pubblico Ministero Isidoro Palma, il pestaggio mortale sarebbe avvenuto all’interno del commissariato della stazione centrale, da cui il barbone è uscito soccorso in barella, fino al decesso constatato durante il trasporto in ambulanza verso il più vicino ospedale. Pestaggio avvenuto non in strada a seguito di un intervento di pubblica sicurezza, ma tra le mura di un edificio pubblico, istituzionale. La vittima si chiamava Giuseppe Turrisi, 58 anni, originario di Agrigento ed era ospite del dormitorio di viale Ortles e frequentatore della Stazione Centrale.
I due poliziotti (di cui non sono riuscito ad individuare i nominativi tanta è la cautela nei loro riguardi) sospettati si difendono sostenendo di non aver mai aggredito l’uomo. Versione confutata dall’esito autoptico, ma ammettono solo una breve colluttazione perché lui avrebbe, a loro modo di dire, estratto un taglierino che poi è stato effettivamente sequestrato, ma che alla procura non risulta aver impugnato in quella occasione. In mano agli inquirenti ci sono oltre al referto autoptico che, tra i vari traumi, riporta la milza spappolata dalla costola spezzata, filmati delle telecamere a circuito chiuso della Stazione Centrale che riprendono gli istanti precedenti e successivi all’ingresso del 60enne nel commissariato. Nelle immagini della telecamera puntata sull’ingresso che dà su piazza IV Novembre, si nota il Giuseppe Turrisi mentre parla con alcune persone accanto a delle bottiglie. Nel frattempo si vedono i due poliziotti avvicinarsi e indicare le bottiglie durante una discussione. L’ultima immagine di questa telecamera mostra uno dei due poliziotti fare un segno al senzatetto che si allontana con gli agenti.
Tre minuti dopo il terzetto riappare nei filmati della telecamera orientata sull’ingresso del commissariato all’interno della stazione. Gli agenti sosterranno di essere intervenuti dopo aver ricevuto la segnalazione da parte di alcuni viaggiatori per una discussione animata vicino a piazza IV Novembre (cosa per altro su cui si sta indagando) e di aver poi portato il 60enne nel commissariato perché ubriaco. Le immagini hanno poi ripreso il momento in cui l’uomo esce dal commissariato in barella oramai in fin di vita.
Inoltre nel registro di servizio gli agenti hanno poi scritto di aver chiamato il 118 perché il 60enne, dopo la colluttazione, avrebbe lamentato dei dolori al cuore. A tal proposito l’autopsia rileverà un decesso di natura traumatica, dando il via all’inchiesta che ha portato ora all’emissione della ordinanza di custodia cautelare per omicidio volontario con dolo eventuale aggravato dal ruolo di pubblico ufficiale dei due poliziotti. I due indagati sono già comparsi davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia. Ma abbiamo proprio bisogno di una polizia così violenta che cerca di rimanere impunita inquinando le prove?
http://it.reuters.com/article/topNews/i … N220090407
http://notizie.virgilio.it/notizie/top_ … ml?pmk=rss
http://toghe.blogspot.com/2009/04/il-ba … ilano.html
Ieri è passata una notizia che credo a chiunque non possa aver lasciato indifferente. Almeno su una cosa possiamo concordare, sembrava di essere tornati tutti un po’ più giovani, per l’esattezza diciassette anni di meno. Allora come oggi il mariuolo di Mario Chiesa è finito in manette. Allora come oggi la notizia finisce sui giornali ma non crea un terremoto politico, anzi, si pensa che faccia parte della cronaca locale. Sono cambiate molte cose da allora. Anzi è forse cambiato tutto e molti di noi fanno ancora fatica ad accettarlo. Per chi segue la politica o quanto meno ci prova, si ha come la sensazione che cambino i nomi ma non cambia il metodo, la sostanza della politica. Eppure sono due i protagonisti della storia che in questo caso sono la stessa persona. Il politico e l’imprenditore. Un valzer viennese. In questa splendida storia italiana, lo stesso personaggio che in altre circostanze starebbe ad impoltrirsi sulla vergogna del disonore, oggi fa l’audace imprenditore. Ieri arrestato come politico responsabile della IPAB “Pio Albergo Trivulzio” (http://www.pioalbergotrivulzio.it/home.asp), oggi arrestato come imprenditore di rifiuti. Stiamo parlando del “miracolo italiano” di cui parlava l’allora Governatore Fazio, ricordate?(http://www.affaritaliani.it/cronache/mi … _pg_1.html) Allora come dire che la sostanza non cambia, anche se cambiano i ruoli (come in questo caso), cambiano i volti, ma non cambia il risultato. Molti direbbero dov’è il problema. Mario Chiesa era, dico era perchè non abbiamo elementi per poter dire diversamente, craxiano, quindi socialista. Uno dei tanti, allora, che “surfavano” sull’onda lunga che doveva riunire la grande sinistra (niente di nuovo sotto le stelle) contro il potere doroteo dei democristiani, ma che non facevano politica per gli altri, ma molto semplicemente per sè e per quel sistema che corrode tuttora la vita politica, sociale ed economica di questo paese.
Un socialista in un partito nato dai trascorsi gloriosi e faticosi delle lotte di classe, quando essere socialista voleva dire essere una persona per bene. Ma allora questi socialista ora dove stanno? A sinistra? Non credo proprio perchè se così fosse oggi saremmo al governo. Ma “loro” sono lo stesso al governo, perchè Sacconi, Brunetta, Boniver, Chicchitto dimostrano che essere socialisti, alla loro maniera, non cambia il loro metodo di fare politica. L’importante è scegliere da che parte stare. Per chi come me crede che essere stato il primo partito di sinistra in Italia vuol dire avere una ragione politica inestimabile, considera la scelta dei smemorati una scelta di comodo, dettata da interessi personali. Si giustificano parlando di riformismo possibile solo all’interno del Partito delle Libertà. E’ una bugia. Il riformismo di sinistra che ha permesso la rivoluzione della mobilità sociale, è e rimane solo una conquista della sinistra. Chi poi da umili origini conquista posizioni di potere economico e sociale, e una volta realizzato, lavora per mantenere lo status quo creando i presupposti di sclerotizzazione della società italiana, non può chiamarsi di sinistra per nostalgia di gioventù. Abbiano almeno il pudore o di chiamarsi altrimenti o di cambiare mestiere.
P.S. Ho provato a leggere il blog del nuovo P.S.I. e ho provato tanta tristezza e amarezza. (http://www.partitosocialista.org/tag/go … erlusconi/)
P.S.2 Volete sapere con chi faceva affari Mario Chiesa? Con i socialisti o comunque con la sinistra? Ma per carità, ha trovato l’altra sponda, l’alter ego, insomma quello che faceva lui diciassette anni fa, in una giunta guidata da Forza Italia (http://www.comune.rho.mi.it/Engine/RASe … 431RHO0504). Non avevamo dubbi.